Messina Social City, la FP CGIL: «Non sono i sindacati a dover individuare una soluzione tecnica, ma l’Amministrazione comunale. Basta a trattative fuori dal comune»

L’Amministrazione metta in campo gli strumenti necessari per scegliere il percorso da seguire e dia priorità agli ex lavoratori di Casa Serena ed ex 328 e stabilità occupazionale definitiva a tutto il personale in servizio al 28 febbraio 2019

«Non sono le organizzazioni sindacali a dover individuare la soluzione tecnica affinché i lavoratori rimasti esclusi dal transito alla Messina Social City possano riottenere il posto, ma l’Amministrazione che deve impegnarsi ad individuare la strada giusta. D’altra parte, come detto anche in tutti i tavoli di confronto, non ultimo quello dello scorso 14 maggio, il nostro obiettivo è quello di salvaguardare tutti i livelli occupazionali, tenendo fede a quanto riportato anche nelle delibere consiliari del novembre 2018». La FP CGIL interviene sulla questione relativa al riassorbimento dei lavoratori ex 328 e Casa Serena esclusi dal passaggio all’Agenzia perché in quel momento non in forza in nessun cantiere, rispedendo al mittente la richiesta di una soluzione condivisa da tutte le organizzazioni sindacali per garantirne l’occupazione. «Amministrazione e Social City – affermano il segretario della FP CGIL Francesco Fucile, la segretaria provinciale Elena De Pasquale e la rappresentante aziendale, Caterina De Maria – avrebbero dovuto immaginare anzitempo il problema riguardante ai lavoratori in questione e alla stabilizzazione definitiva di tutti i dipendenti in servizio al 28 febbraio 2018, ascoltando le richieste avanzate dai sindacati duranti i tavoli che hanno preceduto l’avvio della MSC, ma così non è stato. A tal proposito, ricordiamo di aver presentato una dettagliata proposta allegata ad uno dei verbali di incontro, in cui come Funzione Pubblica avevamo individuato delle possibili soluzioni, che avrebbero garantito tutti gli operatori impegnati nel sociale, ivi compresi quelli con contratti a tempo determinato, senza però aver avuto nessun riscontro». Riguardo poi gli “ultimatum” temporali imposti da organizzazioni sindacali non firmatarie di contratto «riteniamo di aver già espresso in maniera chiara la nostra posizione e contestiamo l’anomalo modalità di gestione del tavolo delle trattative, che ad oggi ha solo avuto conseguenza negative sui lavoratori. Siamo stanchi di sedere a tavoli in cui si assiste a inutili siparietti o peggio in uno scontro tutti contro tutti che finiscono col non portare a nulla se non ad avvelenare l’ambiente dei servizi sociali e tutto quello che vi ruota intorno».