Casa di Cura Cristo Re, FP CGIL: «Nonostante il provvedimento del giudice che dispone l’immediato reintegro di un lavoratore licenziato, l’azienda non procede all’assunzione. Situazione paradossale e inaccettabile»

Nelle scorse settimane il Giudice del lavoro, Rosa Bonanzinga, in pieno accoglimento, ha dichiarato «illegittimità del licenziamento intimato al ricorrente con lettera del 3 agosto 2017 da parte della Casa di Cura Cristo Re, con conseguente reintegro in servizio e relativo risarcimento del danno». Ad oggi, però, nulla è cambiato

«Una situazione a dir poco vergognosa ed inaccettabile». Queste le parole con cui il segretario della FP CGIL di Messina, Francesco Fucile, e il segretario provinciale, Antonio Trino, commentano il modus operandi della Casa di Cura Cristo Re, che pur se soccombente in sede di giudizio, non ha ancora proceduto a dar seguito alla sentenza che prevede il reintegro, per licenziamento illeggittimo, di un fisioterapista dirigente sindacale della FP CGIL. Nella sentenza n. 7867/2020 del 14.04.2020 RG n. 5381/2017, del Tribunale di Messina – Sezione Lavoro, «il Giudice del lavoro, Rosa Bonanzinga, in totale accoglimento, ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento intimato al ricorrente con lettera del 3 agosto 2017 da parte della Casa di Cura Cristo Re e con conseguente reintegro in servizio e relativo risarcimento del danno. L’attività del Giudice – affermano i due sindacalisti -, ha evidenziato come tutte le nostre denunce, molte delle quali riportate nel corpo della sentenza, erano fondate, tant’è che i vertici della struttura non hanno saputo sostenere e dimostrare la liceità della giusta causa, nè hanno provato, nel presente giudizio, la falsità delle dichiarazioni inserite dal ricorrente. Nonostante abbia vinto la verità – concludono i due rappresentanti sindacali – , ancora oggi l’azienda sta letteralmente ignorando le decisioni del giudice, impedendo a questo lavoratore di godere del proprio sacrosanto diritto al lavoro».