FISCO DAY, i lavoratori delle Agenzie Fiscali Entrate e Dogane si preparano alla grande manifestazione del prossimo 6 febbraio. Assemblee a Messina molto partecipate che manifestano il disagio in cui si trovano i dipendenti.

Nella giornata di oggi 23 Gennaio individuata come FISCO DAY si sono concluse anche a Messina le assemblee dei lavoratori nei posti di lavoro, Agenzia Entrate e Dogane, in vista della prossima manifestazione, che hanno portato alla redazione di un documento sindacale unitario per dare risalto allo stato di agitazione

I rappresentanti di FP CGIL, CISL FP, UIL PA, nel denunciare lo sconcertante disinteresse e disattenzione della politica e la assenza di una visione strategica della dirigenza dell’Agenzia delle Entrate e delle Dogane/Monopoli per l’attuale situazione in cui versano gli uffici, che si riflette negativamente sul quotidiano lavorativo del personale, nel corso dell’assemblea sottolineano le diverse criticità: l’assenza del Direttore Generale dell’Agenzia e del Comitato di gestione si traducono in una profonda incertezza operativa che non consente agli uffici e al personale di agire in modo efficiente, con assenza di interlocutori certi indispensabili per affrontare la complessità e le esigenze di una moderna “macchina fiscale”. Le assenze non riguardano solo i vertici dell’Agenzia ma coinvolgono l’intero quadro dirigente: in Italia molte Direzioni Provinciali sono gestite ad interim da titolari di altre direzioni; i tempi per l’assunzione di nuovi dirigenti si allungano a dismisura; le nuove POER, figura decisa dalle Agenzie rispetto alla quale le organizzazioni sindacali hanno manifestato perplessità anche per le modalità adottate per la loro selezione, sono sotto il giudizio di legittimità della Corte Costituzionale.

La “macchina fiscale” appare sempre più come una macchina con le ruote sgonfie, priva di servosterzo e servofreni. Il personale delle Agenzie che più volte si è reso disponibile ad operare come una vera ruota di scorta, a rendere più sicuro il percorso affrontando anche le curve più complesse, a frenare e guidare con prudenza nei percorsi più ripidi, è in estrema difficoltà! La carenza di personale delle Agenzie Fiscali nel suo complesso è pari a migliaia di unità nell’ultimo biennio. A Messina, dal 2016 a fine 2019, solo nell’Agenzia delle Entrate si contano n. 140 dipendenti in meno, pari al 30 per cento dei lavoratori della Direzione provinciale a cui si aggiungono i numerosi pensionamenti della direzione provinciale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Tutte queste carenze si traducono: in profondi limiti e difficoltà nel dare risposte puntuali alle richieste dei contribuenti, che giustamente si rivolgono agli uffici per avere indicazioni su norme e procedure di competenza dell’Agenzia; nella sempre più concreta possibilità di chiusura di uffici non per risparmiare costi ma per la impossibilità di garantirne la funzionalità per mancanza di personale: situazione che avrebbe come vittime del disagio cittadini e mondo delle imprese; in carichi di lavoro esorbitanti e insostenibili, a meno che si voglia far perdere qualità al servizio fornito da un’amministrazione che deve essere prima di tutto strumento per garantire l’equità fiscale; nella concreta impossibilità di realizzare una seria lotta all’evasione fiscale, indispensabile per avere le risorse necessarie per garantire i servizi indispensabili a tutti i cittadini quali sanità, formazione, sicurezza, ricerca. Pur in questo quadro preoccupante il personale, con sempre maggiori difficoltà, continua a raggiungere gli obiettivi individuati dalla politica e dalla direzione dell’Agenzia. A fronte di questo impegno, le risorse del salario accessorio sono bloccate, decurtate in maniera incomprensibile, pagate con ritardi di anni. Gli impegni del personale sono costanti: quelli assunti recentemente dall’Agenzia e dal Governo anche rispetto alla legge di bilancio sono stati completamente disattesi. Le lavoratrici e i lavoratori delle Direzioni Provinciali di Messina ritengono necessario aprire un’interlocuzione con le istituzioni, i cittadini , il mondo delle imprese per manifestare le ragioni delle iniziative assunte con la dichiarazione dello stato di agitazione e allo stesso tempo di proseguire con forza nella vertenza aperta con le Agenzie e il Governo al fine di: ottenere risorse certe per il salario accessorio, a partire da quello del 2018 e 2019, recuperando il taglio annuale, avviare un processo significativo di assunzione di personale, stabilire percorsi certi e costanti per lo sviluppo di carriera e professionale del personale, accompagnati da un costante e deciso impegno per la formazione; ridefinire gli attuali budget costruiti senza considerare la progressiva diminuzione del personale per continuare a garantire la qualità del servizio; interventi sia sulle leggi che sulle procedure per avere una reale semplificazione della normativa fiscale, che consentano anche una efficace e trasparente lotta all’evasione per ottenere significativi progressi nella riduzione del carico fiscale con una maggiore equità